Vettore dal Rifugio Altino

Punto di partenza: Rifugio Altino, comodamente raggiungibile in macchina.

Note: La gran parte dell’escursione si svolge sul filo di cresta che collega Cima della Prata, il Banditello,
il Torrone ed infine il Vettore.
Alcune tracce di sentiero portano ad aggirare le creste salvo poi sbucare nel nulla costringendo a risalire in cima con una facile ma esposta arrampicata (roccia molto friabile). Dove possibile è consigliabile mantenere sempre e comunque il filo di cresta. Qualche passaggio leggermente esposto richiede un passo sicuro.

Un punto di partenza alternativo per l’itinerario scelto è Foce di Montemonaco. Il sentiero sale dal versante Ovest dello stesso gruppo montuoso, per poi ricongiungersi a circa tre quarti dell’andata. Da Foce il dislivello da affrontare è maggiore di circa 180 mt.

Il caldo inizia a farsi sentire, per cui abbiamo scelto una partenza in notturna. Oltre ad evitare la calura, si ha la possibilità di vedere l’alba.
Dal rifugio abbiamo preso la strada bianca che sale su fondo sconnesso risalendo fin dove possibile, alcune centinaia di metri prima dello spiazzo con fontana e cavalli allo stato brado. Oltre non saremmo potuti comunque andare, vista la presenza della recinzione dei cavalli (nessun problema a piedi).
Durante i preparativi siamo subito stati accolti da una lieve ma perfettamente avvertibile scossa di terremoto, che più tardi abbiamo appreso essere di grado 3.6.
Si parte subito in salita, non potrebbe essere altrimenti, attraversando lo spiazzo con i cavalli per poi risalire su un piano principalmente erboso, con qualche sporadico albero.
Il sentiero, ben visibile ma non segnalato, risale a zig zag per poi prendere di petto il fianco nord di Cima della Prata. Su manto erboso si raggiunge la cresta, da seguire fino alla fine.
Salendo di quota il fondo diventa roccioso, con continui saliscendi che danno continuamente l’impressione di essere ormai prossimi all’arrivo.
Unico punto di snodo è il trivio che consente di scendere, sulla sinistra, percorrendo un sentiero parallelo a quello di cresta, sulla parete Est. Oppure, scendendo a destra, il sentiero taglia il Monte Torrone (parete Ovest) per arrivare fino ai laghi di Pilato. Sono entrambi segnalati con ometti di pietra.
Abbiamo proseguito dritti, sul filo di cresta.
Il dislivello totale, arrivando al Vettore, si aggira sui 1.600 metri, su una distanza complessiva di circa 18,5 km.
Per il ritorno abbiamo seguito lo stesso identico percorso dell’andata.
Tempo di ascesa a passo normale e con brevissime soste fisiologiche: 4:55


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